News Archivi - Pagina 2 di 2 - Residenza Villa Arcadia

Carenza di ferro, aumenta il rischio cardiovascolare?


Che relazione c’è tra la salute cardiovascolare e i livelli di ferro nell’organismo? Chi presenta una carenza di questo prezioso minerale ha un maggior rischio cardiovascolare? Le evidenze prodotte dalla ricerca scientifica non sono ancora definitive e hanno fornito Leggi altro

Diverticolite, niente alcolici e bevande gassate


Quando i diverticoli, non solo si sono formati, ma si sono anche infiammati, si è colpiti da diverticolite. Il trattamento di questo disturbo del tratto gastrointestinale prevede nei casi non gravi l’adesione a una dieta particolare, oltre che la Leggi altro

Salute dei reni, quanta acqua bere?


Il nostro corpo è costituito in buona parte da acqua, in una percentuale che tocca quasi il 60%. È impossibile vivere senz’acqua ed è necessario mantenerne l’equilibrio interno soprattutto durante la stagione calda, quando attraverso il sudore ne espelliamo Leggi altro

Demenza, chi dorme più di nove ore a notte ha un rischio maggiore?


Il sonno in eccesso come potenziale marcatore del rischio di demenza. Dormire regolarmente oltre nove ore a notte sarebbe infatti associato a un rischio doppio di sviluppare demenza nell’arco di dieci anni rispetto a chi, ogni notte, ne passa Leggi altro

Longevità e benessere, aumentano negli anziani altruisti


Vivono più a lungo e vivono meglio le persone che, in età avanzata, si prendono cura degli altri con un atteggiamento di supporto e aiuto, che tiene però conto del “ama il prossimo tuo come te stesso, non più Leggi altro

Progetto Doll Therapy

Villa Arcadia - Doll TherapyLa demenza è una condizione di disfunzione cronica e progressiva delle funzioni cerebrali che porta ad una riduzione delle capacità cognitive e funzionali e della vita di relazione. Progressivamente l’ammalato perde l’autonomia nell’esecuzione degli atti quotidiani della vita e diventa completamente dipendente dagli altri.

Uno dei problemi maggiori nella cura delle condizioni degenerative che tendono a colpire molte persone anziane è la necessità di controllare alcuni comportamenti anomali e rischiosi per il malato e per chi vive accanto a lui.

Insieme a tale bisogno si osserva sempre più spesso la scelta di ricorrere ad utili terapie di supporto volte a ridurre il ricorso costante a massicce dosi di farmaci che possono risultare dannose e che possono determinare una bassa o inesistente qualità della vita.

La terapia farmacologica infatti, pur essendo necessaria, determina molti effetti collaterali che in alcuni casi appesantiscono una condizione fisica generale già difficile o compromessa da altre patologie organiche.

La DOLL THERAPY

La Doll Therapy è un vero e proprio trattamento psicoterapeutico. Completa e non sostituisce la cura farmacologica. Può essere, infatti, considerata un metodo integrativo, piuttosto che alternativo, ma anche uno strumento di riabilitazione in grado di aiutare a ridurre e compensare le compromissioni funzionali degenerative.

In particolare, essa è fortemente indicata per la prevenzione e la cura delle problematiche e dei disturbi che insorgono in età avanzata collegate a demenze senili, Alzheimer, patologie psichiatriche ed altre dove un intervento mirato favorisce quei processi terapeutici atti a riabilitare a livello cognitivo la persona e a migliorarne la qualità di vita.

L’accudimento di queste bambole permette di instaurare una nuova forma di comunicazione con i malati, spronandoli nell’attivazione di relazioni tattili e cognitive, nel dialogo, nell’esternazione delle loro emozioni e, soprattutto, nel recupero delle loro funzioni genitoriali vissute nel ruolo di madre o padre.

Per un anziano malato di demenza, l’illusione di avere tra le braccia un bambino da accudire risveglia ricordi positivi, un agire partecipe e stimola le sue residue capacità cognitive. Si innesca una sorta di simbiosi e di comunicazione con la bambola/bambino fatta di atteggiamenti affettuosi e attenti, di richieste perché “è ora di cambiarlo”, o “bisogna dargli da mangiare”, e questo stimolo delle capacità relazionali dell’anziano assume anche una forte valenza di intervento preventivo sullo sviluppo dei sintomi della malattia.

La persona affetta da demenza può perdere progressivamente le competenze cognitive, non riconoscere un evento reale da un evento immaginario, od essere incapace di comprendere il vero dal falso, ma in lei rimane presente la capacità di emozionarsi, di dare e ricevere affetto e amore. Per questo è stata pensata una terapia che utilizzasse la bambola come strumento terapeutico: la bambola è un oggetto relazionale che attiva la sfera emotivo-affettiva. Ciò che per la maggior parte delle persone adulte risulta semplicemente “una cosa e un oggetto inanimato”, per la persona affetta da demenza può rappresentare “l’Altro” con cui entrare in relazione. Tramite il suo accudimento, la persona attiva relazioni tattili e di maternage, vissute nel ruolo madre/padre, e su di essa riversa la prima forma d’affetto.

Dare una bambola, quindi, non è una mancanza di rispetto verso la persona anziana malata o una sua infantilizzazione. Al contrario, è la dimostrazione della grande attenzione e cura nei confronti della persona e dei suoi bisogni.

Le bambole terapeutiche hanno dimostrato di essere maggiormente efficaci con pazienti che evidenziano disturbi del comportamento quali agitazione, ansia, wandering, disturbi del sonno. In particolare, nei disturbi d’ansia la bambola favorisce il rilassamento e questo è collegato più all’aspetto non verbale che all’aspetto verbale e si attiva soprattutto con il contatto stretto con la bambola-bambino (abbraccio). In caso di wandering si evidenzia un sensibile incremento dei momenti di pausa: per accudire e curare il bambino-bambola è necessario fermarsi, per cambiarla è necessario fermarsi, per abbracciarla e coccolarla è necessario fermarsi. Nei disturbi del sonno la terapia della bambola è utile per il ripristino del ritmo sonno-veglia. Inoltre, è dimostrata l’efficacia nella stimolazione della memoria procedurale, che viene chiamata in causa nell’esecuzione di alcuni gesti di cura come la vestizione, il cambio di abiti o ancora attraverso le azioni del cullare o dell’alimentare.

Oltre ad essere efficace nella riduzione dei disturbi comportamentali negli anziani con demenza e nel favorire il loro benessere psicofisico, la Doll Therapy risulta essere preziosa anche nel ridurre lo stress degli operatori addetti all’assistenza nella gestione degli anziani che presentano tali problematiche ed aiutarli nei differenti compiti assistenziali e sanitari (ad esempio la somministrazione della bambola durante il momento dell’igiene con la persona che solitamente non accetta, sposta la sua attenzione dalle pratiche igieniche al rapporto affettivo con l’oggetto simbolico, favorendo così l’azione assistenziale del famigliare/operatore).


Gli omega3 riducono il rischio di demenza

Omega-3-545x400Gli omega 3 ormai famosi perché fanno bene al cuore riducono anche il rischio di demenza, una delle forme di malattie neurologiche degenerative che colpiscono soprattutto il cervello degli anziani. Grazie alla loro azione anti infiammatoria, gli omega 3 aiutano a ridurre il rischio di demenza, in particolare perché si ritiene che incrementando il dosaggio di omega 3 sia possibile ridurre il rapporto omega6/omega3 e prevenire così i meccanismi infiammatori a carico del cervello e quindi anche la demenza – spiega il professor Alberto Albanese, Responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia di Humanitas. – Gli omega 3 sono acidi grassi poli-insaturi che raggiungono il cervello attraverso la barriera emato-encefalica, una speciale struttura con funzione di filtro che permette il passaggio selettivo di alcune sostanze al cervello mentre blocca altre. Gli omega 3 sono distinti dagli omega 6, un altro tipo di acidi grassi essenziali che, se in eccesso e, come suggeriscono alcuni studi, in un rapporto elevato omega6/omega3 possono causare infiammazione e facilitare le malattie neurologiche degenerative, tra cui la demenza. Questo però non suggerisce di eliminare gli acidi grassi omega 6, presenti in oli di semi, frutta secca e legumi, perché sono costituenti necessari per il cervello e la loro assunzione non può essere ridotta. Invece, aumentare l’assunzione di omega 3, in particolare dal pesce di mari freddi come il salmone, dall’olio e dai semi di lino e di chia, aiuta a riequilibrare il rapporto omega6/omega 3correttamente bilanciato verso gli omega 3 e quindi a favore della prevenzione della demenza.

Fonte: Humanitas